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Spider-Man: l'ultimo volteggio

Quello pubblicato tra la torrida estate e l'inizio dell'autunno da Panini Comics è stato l'ultimo story-arc dello scrittore Dan Slott, il quale da 10 anni è al timone della testata ragnesca. Premetto che non sono un suo grandissimo fan, ho trovato la sua gestione, postuma al reset di Quesada riservato al personaggio, piuttosto altalenante e mai troppo "incisiva". Molti periodi pomposi e drammatici, poi rivelatisi più comuni, scontati...insomma "normali", senza quelle punte di drama e profonda introspezione che ero abituato a leggere tanti anni fa nelle opere, per pescarne due, di De Matteis o non molto lontanamente di Straczynski. Ma si sa, i tempi sono cabiati, i toni sono cambiati ed il personaggio rivisto in chiave leggermente meno adulta e più ariosa, rifacendosi ad un nobile classico pre-anni ottanta, che è rimasto inarrivabile. La parte che preferisco resta quella del Superior Spiderman con tutte le considerazioni che possono derivarne! Ma non usciamo dal seminato. Ok, allora vediamo un pó questo canto del cigno di Slott (anzi "ultimo volteggio") come si snoda, premettendo che non è una storia brutta, mal scritta o che non invogli la lettura...tutt'altro: buona parte dei nodi tornano al pettine coerentemente e la finalità strutturale di un fine-ciclo è proprio questa, concludere buona parte dei compiti e raccogliere il seminato. Non  è tuttavia eccellente come molte altre chiusure di Spider-Man a cui ho assistito nei decenni e non mi ha assolutamente segnato come quelle (anche non lontanissime nel tempo), questa è una seconda premessa altrettanto sincera, che penso possa rendere il concetto dal mio punto di vista, prima dar quache accenno della trama. 


Lo scontro che riannoda tutto, come è lecito attendersi, è con la nemesi classica dell'arrampicamuri, Norman Osborn alias Goblin, che tuttavia "in questo caso" è ben più subdolo: vuole distruggere il suo nemico dall'interno, arrivando alla sua identità segreta (la cui memoria gli era stata rimossa) e colpendo tutte le persone a lui più care. Una vera novità, con tanto di accenni al rapporto crescita tra eroe ed anti-eroe nel tempo. Insomma "drammi mai provati in vista"....povero Spidey. Come se non fosse già accaduto prima.....tipo con Gwen, tipo quel che fece Harry nei novanta con i finti Richard e Mary Parker, tipo quel che fecero lo Sciacallo e Norman con (ed a) Ben Reilly nella saga del clone, in cui veramente ogni certezza, dalla morte della pseudo-May alle incertezze sulla identità di Peter Parker, protagonista scalzato e colpito in un lieto momento (la maternità di MJ). Insomma una vita finì distrutta e devastata, per poi "ripartire"....con "da un grande potere derivano grandi responsabilità". E non parliamo del post Back in Black con Quesada a demolire decenni di vita matura di Peter Parker. Insomma mi spiegate cosa ci sia di originale oggi con la storia finale di Slott? Prima o poi ogni ciclo si chiude con uno scontro con Norman e questo è l'ennesimo capitolo, non brutto ma nemmeno epocale, brillante ed originale. Inoltre colpisce meno che in passato, perchè Slott (e lo faccio notare) ha decisamente allentato il rapporto con il cast di comprimari storici di Peter, su tutti Mary Jane, ricomparsa ad arte...ma lontana da anni...e così il riavvicinamento fa piacere, ma i suoi risvolti soap sono banalizzati e lontani (due giorni prima stava con Bobby Morse). Ergo la minaccia di Red Goblin (Norman unito al simbionte Carnage) non spaventa come dovrebbe il lettore che vede un Peter rimbalzare qua e la, peraltro mai solo e sempre aiutato dai suoi superamici (Silk, Miles, La Macchia, Johnny Storm e Flash/Anti-Venom, Eddie Brock/Venom e Jonah Jameson). Fosse stato veramente solo con il suo equilibrio minacciato (come contro Kraven ne l'Ultima Caccia, come si...in Back in Black...) sarebbe stato psicologicamente ficcante....ma non è così. Questo taglio consapevolemente scelto, in sostanza, fa di questa storia un buon action, con gran ritmo e ottimi disegni (Immonen super, unitamente alle comparse degli altri, diversi pencilers di questi anni sulla testata) ma un blando drama, pieno di passaggi che "ti aspetti". Un buon compromesso avrebbe giovato maggiormente, certo ci scappa il morto nel cast (ma non giurerei nell'irreversibilità di questa situazione) e rivedere Peter che indossa il suo costume simbiontico di Venom è una figata, ma....la situazione resta quella di una buona azione e poco più. Vedremo il prossimo ciclo di storie che nasceranno nel post Slott!!!! 

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