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The Cloverfield paradox

In ordine di uscita sarebbe il terzo, nelle intenzioni (postume) invece questo "The Cloverfield Paradox" dovrebbe essere il prequel della saga di Cloverfield (iniziata nel 2008 con l'omonimo Cloverfield, poi andata avanti nel 2016 con lo spin-off "12 Cloverfield Lane"). Dietro tutto ciò vi è sempre la produzione di J.J.Abrams/Bad Robot e, questa volta in prima linea, di Netflix che ha avuto l'esclusiva dalla Paramount per la messa in onda sul suo circuito di questa pellicola. Risultato....a scanso di un'importante campagna pubblicitaria dico....boh. Non mi ha pienamente convinto e non ci vedo, se non dietro tante e poco stabili forzature, linee di contatto con l'incipit di Cloverfield. Ed in effetti queste notabili e notevoli fragilità sono tutte da imputare alla complicata produzione di questa pellicola, che doveva essere un horror/sci-fi indipendente da saghe o serie a partire dal 2012, ma non se ne fece nulla di fattivo. Dopo Abrams ne ha acquisito i diritti, ne ha modificato la trama ed ha fatto in modo che finisse dritto dritto nel cosmo e nella famiglia di Cloverfield. Della serie non c'è due senza tre, tra le altre cose con tre film diversissimi tra loro, di cui questo è certamente il peggiore. La causa primaria è che, purtroppo, queste forzature postume si notano ed il vero paradosso diviene la pellicola stessa, minata da una conclusione peraltro molto "coatta" e quasi imperdonabile. 


Ci saranno molte superficialità, tanti interrogativi ed altrettante disconnesioni, che lasceranno il campo libero a diverse teorie, le quali più che indotte dalla produzione, sembrano un modo per spiegare i buchi di questo adattamento. Il che, ovviamente, è male! Comunque, per farla breve: una equipe di tecnici e uomini di scienza di svariate nazioni conduce, in una evoluta stazione spaziale orbitante, degli esperimenti sull'accelerazione delle particelle, per ottenere una fonte di energia alternativa. Ciò si è fatto di vitale importanza (e con l'impegno congiunto internazionale) al fine di aiutare un'umanità ormai rimasta quasi a secco di risorse energetiche. Insomma, prova e riprova, alla fine l'esperimento riesce, tuttavia la stazione scompare e viene catapultata lontano dalla terra, nello spazio profondo e ben presto i nostri occupanti si renderanno conto di trovarsi non solo lontani....ma proprio in una dimensione "alternativa". È da questo momento iniziano gli eventi inquietanti, gli incidenti, le morti, le nuove comparse di personaggi "alternativi" e tutto un poco fertile hummus di episodi che faranno capire che quella di tornare alla propria dimensione ed alla "propria terra" diverrà una lotta per l'umanità. Sulla terra invece non se la passano meglio, infatti l'evento che ha portato alla scomparsa della nave, ha creato una frattura nello spazio tempo, che ha fatto materializzare sulla terra....i mostri di Cloverfield! Ed ecco la prima "tessitura" per inserire l'opera in un contesto più ampio, ma piuttosto banalotta, essendo questa una sceneggiatura nata per immergersi nei meandri del multiverso e non per confluire in un distopico disaster movie, basato su invasioni di mostri alieni. 


Ad ogni modo, il film scorre abbastanza liscio, le interpretazioni sono buone, la regia senza acuti di Julis Onah garantisce una certa stabilità ma manca totalmente di brio e di tono, tanto è che mandare avanti la storia con continui intermezzi tra le vicissitudini spaziali e quelle terrestri anziché creare respiro, spezzano un ritmo mai elevato e risultano poco appaganti per chi guarda. Forse come ribadito a più riprese, fuori da questa "famiglia di Abrams" e fuori da Netflix.....di questo film pochi si sarebbero curati, ora invece è un lavoro da 6 ben pubblicizzato, tuttavia nulla più e nulla meno. Stesso voto di maniera alla presenza ed alla performance dell'attore più noto del cast, ovvero Daniel Bruhl (su tutto, il mitico Niki Lauda di "Rush") nei panni di Schmidt, un fisico tedesco, invece è senz'altro da ricordare come coincidano con i momenti migliori dello spettacolo, le scene (ironiche) con l'attore Chris O'Dowt, che interpreta Mundy, un tecnico italiano a cui si smaterializza un braccio che poi ricompare dotato di coscienza propria (in Ash o Famiglia Addams style!)....oppure ancora una mitica scena di lotta tra la protagonista Ava (Gugu Mbatha-Raw) e l'ospite alternativa Mina (Elizabeth Debicki), a suon di mazzate con aste di calcio balilla! Beh per un film di fantascienza è un must.


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